6.4

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Tutte le proposizioni sono d'ugual valore.

6.41    Il senso del mondo dev'essere fuori di esso. Nel mondo tutto è come è, e tutto avviene come avviene; non v'è in esso alcun valore - né, se vi fosse, avrebbe un valore.

Se un valore che ha valore v'è, dev'esser fuori d'ogni avvenire ed essere-così. Infatti ogni avvenire ed essere-così è accidentale.

Ciò che li rende non-accidentali non può essere nel mondo, ché altrimenti sarebbe, a sua volta, accidentale.

Dev'essere fuori dal mondo.

6.42 (3)   Né, quindi, vi possono essere proposizioni dell'etica.

Le proposizioni non possono esprimere nulla ch'è più alto.

6.43 (2)    Se il volere buono o cattivo àltera il mondo, esso può alterare solo i limiti del mondo, non i fatti, non ciò che può essere espresso dal linguaggio.

In breve, il mondo allora deve perciò divenire un altro mondo. Esso deve, per così dire, decrescere o crescere in toto.

Il mondo del felice è un altro che quello dell'infelice.

6.44    Non come il mondo è, è il mistico, ma che esso è.

6.45    Intuire il mondo sub specie aeterni è intuirlo quale un tutto - limitato-.

Sentire il mondo quale tutto limitato è il sentire mistico.